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La razionale gestione dell'intervento irriguo in Sardegna
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7.4. Il metodo della vasca evaporimetrica

L'utilizzo della vasche evaporimetriche rappresenta uno dei metodi piu' popolari e diffusi, almeno nel recente passato, per la stima dell'evapotraspirazione. Si basa sulla semplice proporzionalita' fra la quantita' d'acqua evaporata da una vasca di opportune dimensioni e il flusso evapotraspirativo.

equazione 7.11   (7.11)

in cui

ETPAN flusso evapotraspirativo [mm d-1]
kp coefficiente di proporzionalita', dipendente dal tipo di vasca utilizzata e dalle condizioni in cui la misura e' stata effettuata
Epan evaporato da vasca evaporimetrica [mm d-1]

Negli anni passati sono stati proposti diversi sistemi basati su questo principio. Il piu' conosciuto e' quello che utilizza la cosiddetta vasca evaporimetrica di classe A. Si tratta di una vasca metallica circolare (diametro 121 cm, altezza 25.5 cm) da piazzare, su una piattaforma di legno, a 15 cm dal suolo. Il livello dell'acqua contenuta nella vasca deve essere inferiore a 20.5 cm (5 cm dal bordo superiore) e superiore a 18 cm (7.5 cm dal bordo superiore).
L'acqua deve essere periodicamente rinnovata per eliminare l'inevitabile torbidita' che si determina. Per quanto questo metodo sia poco costoso e relativamente semplice da gestire, l'esperienza ha mostrato come la sua affidabilita' sia piuttosto scarsa. Il valore del coefficiente di proporzionalita' kp e' estremamente variabile in funzione delle condizioni meteorologiche, delle superfici che circondano la vasca, della sua ubicazione e della sua esposizione.
Un'ampia e chiara rassegna dei principali problemi applicativi del metodo e' reperibile negli scritti di Ramdas (1957), Pruitt (1966) e Doorenbos e Pruitt (1977). In sintesi tutti gli autori evidenziano che il numero di variabili che influenzano il coefficiente di proporzionalita' e' tale da rendere necessaria una calibrazione locale. Alla semplicita' del metodo nelle sue basi teoriche, punto di forza della sua diffusione, fa riscontro l'estrema complessita' richiesta dalla sua applicazione operativa.
Rosenberg et al. (1983) misero in evidenza l'estrema attenzione da prestare nell'utilizzare questo metodo in zone aride, mentre Jensen et al. (1990) considerano il metodo utilizzabile solo nelle zone in cui i fenomeni advettivi sono occasionali e laddove la manutenzione della vasca e' fatta nel modo piu' accurato.
Alla luce di queste considerazioni il metodo della vasca evaporimetrica rappresenta un metodo ampiamente superato dalle tecnologie di misura attualmente disponibili.
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