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Assistenza agroclimatica per lo sviluppo della viticoltura in Madagascar
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3.3.1. Indici bioclimatici specifici per la vite

Numerosi sono gli studi che dimostrano l'influenza dell'ambiente sull'espressione delle caratteristiche genetiche dei vitigni. La produttività e le caratteristiche qualitative di un vitigno sono, infatti, il risultato della sua interazione con l'ambiente, cioè con le condizioni pedoclimatiche e colturali che possono consentirgli di manifestare appieno le proprie potenzialità genetiche.
La temperatura, in particolare, rappresenta uno dei fattori che maggiormente influenzano il ritmo di crescita e sviluppo della vite: in entrambi gli emisferi la vite si sviluppa in un range termico compreso tra i 10 ed i 20 °C come temperatura media annua.

Per esprimere numericamente le esigenze climatiche della vite, sono stati elaborati indici bioclimatici, che trovano applicazione sia per definire le porzioni di un territorio più idonee alla sua coltivazione, nel caso di aree nuove alla coltivazione di questa specie, che a differenziare e delimitare le diverse zone viticole in base all'obiettivo produttivo che si persegue (es. uva da tavola, uva da vino di tipo diverso).
Particolare rilievo, sotto il profilo qualitativo, assume l'influenza ambientale sul processo di maturazione della bacca; a titolo di esempio le condizioni di stress idrico estivo, tipico degli ambienti semiaridi, determinano mosti squilibrati nel rapporto glucidi/acidità totale e acido tartarico/acido malico.

Le condizioni climatiche generali e il regime termico, in particolare, influiscono inoltre nel determinare le epoche di comparsa delle principali fasi fenologiche e la composizione chimica dell'uva al momento della raccolta. Riguardo questo aspetto si può considerare che, in termini generali, gli ambienti temperati sono i più adatti per i vitigni bianchi precoci impiegati per la produzione di vini leggeri, secchi ed aromatici; gli ambienti moderatamente caldi sono invece indicati per i vitigni che danno vini rossi asciutti e corposi ed infine i climi molto caldi si prestano per i vitigni tardivi, bianchi o rossi, da cui si ottengono vini a medie ed elevata gradazione alcolica da pasto e da dessert.
Sono stati proposti numerosi indici che differiscono per il numero delle grandezze meteorologiche considerate (uni bi e trifattoriali) e per il "peso" che queste ultime assumono, in relazione alla regione geografica in cui sono stati elaborati.

Nel presente lavoro sono stati analizzati alcuni indici bioclimatici utili ad individuare le aree idonee alla coltivazione della vite.
L'importanza dell'individuazione dell'ambiente più idoneo per un particolare vitigno emerge anche considerando la durata del periodo di maturazione delle uve, variabile in relazione al livello termico ambientale, e della sua influenza sulle caratteristiche organolettiche dei vini. Per uno stesso vitigno, infatti, i vini ottenuti da uve che hanno avuto una maturazione lenta e completa saranno qualitativamente più validi, rispetto a quelli ottenuti da uve con maturazione ugualmente completa ma rapida. Tipico, a questo proposito, è l'esempio del Riesling che non raggiunge la pienezza delle sue qualità quando matura in ambienti temperato-caldi. Questo è il motivo della diffusione in coltura di diversi cloni del vitigno (Riesling Italico, Clare Riesling, Grey Riesling, etc.).
Tra gli indici bioclimatici che si basano principalmente sulla temperatura sono stati calcolati quelli più conosciuti ed applicati: Huglin, Winkler, Branas e Fregoni.
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