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Realizzazione di un Sistema Informativo Territoriale per lo studio delle aree sensibili alla desertificazione in Sardegna
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6. RISULTATI E CONCLUSIONI

La metodologia ha consentito di individuare, per le aree oggetto di studio, la sensibilità alla desertificazione secondo una scala crescente. Lo studio del territorio e delle aree a rischio per processi di degrado del suolo e di progressiva instabilità degli ecosistemi è avvenuto attraverso la calibrazione di indicatori fisico-ambientali e di pressione antropica sull'ambiente. Questo ha permesso di considerare il suolo, il clima e la vegetazione nel complesso dei rapporti che intercorrono tra le grandezze fisiche e biologiche che li caratterizzano, considerando anche l'impatto dell'azione dell'uomo nelle aree di maggior sfruttamento per attività agro-pastorali e, viceversa, mettendo in evidenza il grado di attuazione di tutte le forme di protezione e tutela.
Un ulteriore pregio della metodologia risiede nel fatto che, anche grazie alla scala adottata e per l'immediatezza dell'approccio sviluppato, consente una rapida lettura della cartografia prodotta. La sua ampia applicazione a scala europea ne fa, inoltre, uno strumento di studio ormai consolidato e il risultato è pertanto facilmente confrontabile con studi simili realizzati o in corso di svolgimento in altre aree del bacino del Mediterraneo.
Il punto debole del modello è l'attribuzione di indici e di pesi che potrebbero essere di volta in volta criticati e discussi. Nel presente studio si è pertanto scelto di considerare il valore degli indici come riportati nella metodologia originaria di Kosmas proposta nel progetto MEDALUS, con tutti i limiti che questo comporta. Inoltre, la complessità delle grandezze trattate e la loro necessaria indicizzazione hanno portato inevitabilmente ad alcune assunzioni e astrazioni metodologiche e matematiche, riscontrabili peraltro in modelli dello stesso tipo.
Le modifiche apportate alla metodologia originaria hanno riguardato:

  • l'attribuzione e la valutazione delle classi di uso del suolo ricavate dalla carta CORINE Land Cover alle categorie di vegetazione proposte dalla metodologia, con una attenta valutazione in dipendenza dell'indicatore studiato;
  • i range delle classi di pendenza dei suoli;
  • la valutazione dell'esposizione basata sulle classi di pendenza individuate;
  • lo studio molto più approfondito della qualità del clima, attraverso un griglia regolare di celle, che per quanto in sé rappresenti una approssimazione, consente di valutare su scala regionale le variabili meteorologiche e quelle agronomiche derivate;
  • la messa a punto di una più complessa metodologia per il calcolo dell'indice di aridità, che tenga conto non solo delle componenti atmosferiche del bilancio idrico, ma anche del contenuto idrico del suolo, che riveste un ruolo fondamentale nel determinare lo stato di aridità della regione e le conseguenze sulla vegetazione e sul degrado del territorio;
  • il calcolo di un indice di pascolamento che, pur con tutti i limiti metodologici riguardanti il reperimento dei dati e la stima del carico di bestiame mantenibile, rappresenta un punto di riferimento per individuare le aree a pascolo dei singoli comuni eccessivamente sfruttate;
  • le politiche di protezione prese in considerazione sono reali e tengono conto della effettiva tutela e salvaguardia delle aree sottoposte a vincolo, tralasciando quelle considerate tali solo sulla carta.
Il presente lavoro, primo esempio alla scala 1:100.000 e su aree così vaste in Sardegna, può rappresentare un valido contributo per successivi studi sui processi che portano alla desertificazione delle aree in ambiente mediterraneo, per la pianificazione territoriale e per la tutela delle aree con maggiore sensibilità al degrado e alla perdita di suolo e vegetazione degli ecosistemi agricoli e naturali.
In particolare, i risultati raggiunti possono consentire all'ERSAT di rendere disponibile un importante strumento di monitoraggio del fenomeno desertificazione nell'ambito degli obiettivi da raggiungere previsti dal Programma regionale per la lotta alla desertificazione.
L'utilizzo di tecniche di analisi multitemporale potrà consentire infatti un rapido aggiornamento dell'evoluzione dei processi in corso, in particolare nelle aree a maggior rischio di desertificazione.





Il SAR ha esteso l'analisi delle aree sensibili alla desertificazione a tutto il territorio regionale in scala 1:250000 ottenendo i risultati di seguito riportati.

Suddivisone del territorio regionale in classi di sensibilità alla desertificazione Suddivisione delle aree ESAs fragili e critiche nelle rispettive sottoclassi
Suddivisone del territorio regionale in classi di sensibilità alla desertificazione Suddivisione delle aree ESAs fragili e critiche nelle rispettive sottoclassi


ClasseSottoclasseCaratteristicheEttariPercentuale
NON CLASSIFICATA 

Aree urbane, corpi idrici, rocce nude

1090564.5
NON SOGGETTAN

Aree non soggette e non sensibili

265881.1
POTENZIALEP

Aree a rischio di desertificazione qualora si verificassero condizioni climatiche estreme o drastici cambiamenti nell'uso del suolo. Si tratta di terre abbandonate gestite in modo non corretto nel passato

1017394.2
FRAGILEF1

Aree limite, in cui qualsiasi alterazione degli equilibri tra risorse ambientali e attività umane può portare alla progressiva desertificazione del territorio. Ad esempio, il prolungarsi delle condizioni di siccità può portare alla riduzione della copertura vegetale e a successivi fenomeni di erosione

1733457.2
F238483616.0
F333411613.9
CRITICAC1

Aree altamente degradate, caratterizzate da ingenti perdite di materiale sedimentario e in cui i fenomeni di erosione sono evidenti

29517612.3
C270768329.5
C326659511.1
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