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Realizzazione di un Sistema Informativo Territoriale per lo studio delle aree sensibili alla desertificazione in Sardegna
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3. INDICE DI QUALITÀ DELLA VEGETAZIONE (VQI)

La copertura vegetale svolge un ruolo importante nei processi di desertificazione in quanto è in grado di stabilizzare il suolo, riducendo l'impatto delle precipitazioni ed in certe condizioni controllare l'erosione da ruscellamento superficiale.
La sua composizione può essere rapidamente alterata lungo i pendii delle aree collinari mediterranee a seconda delle condizioni climatiche e del periodo dell'anno. Nelle aree caratterizzate da medie annuali di precipitazione inferiori a 300 mm e tassi di evapotraspirazione piuttosto alti, l'acqua del terreno disponibile per le piante è ridotta drasticamente e il suolo rimane relativamente nudo favorendo lo scorrimento dell'acqua superficiale.
Dopo un'attenta valutazione delle diverse fonti cartografiche relative all'uso e alla copertura del suolo riguardanti la Sardegna, si e' optato per l'utilizzazione della carta di uso del suolo CORINE Land Cover in scala 1:100.000.
La scelta è stata dettata da diverse ragioni, tra cui il fatto che le informazioni relative all'uso del suolo della carta CORINE sono facilmente paragonabili a informazioni dello stesso tipo di altre regioni europee, essendo stata realizzata nell'ambito dal programma comunitario CORINE (COoRdination de l' INformation sur l' Environnement), varato dal Consiglio delle Comunità Europee nel 1985, "con lo scopo primario di verificare dinamicamente lo stato dell'ambiente nell'area comunitaria, al fine di orientare le politiche comuni, controllarne gli effetti, proporre eventuali correttivi". Inoltre, le classi di uso del suolo prese in considerazione nella metodologia ESAs sono solo dodici; pertanto l'utilizzo di una cartografia a maggior dettaglio e con un numero superiore di classi non sarebbe giustificata. I tipi di uso del suolo proposti dalla metodologia di Kosmas sono riassunti nella tabella:

ClasseTipo di vegetazione
1Macchia mediterranea mista a foresta sempreverde
2Macchia mediterranea
3Pascoli permanenti
4Pascoli annuali
5Foreste decidue
6Foreste di pini
7Foreste sempreverdi (eccetto le foreste di pini)
8Colture agricole perenni sempreverdi
9Colture agricole perenni decidue
10Colture annuali a ciclo autunno-vernino
11Colture annuali a ciclo primaverile estivo
12Suolo nudo

Le classi della legenda CORINE trovano una buona corrispondenza con le classi proposte dalla metodologia ESAs. La prima fase del lavoro è consistita nella attribuzione delle classi CORINE alle unità vegetali riportate nella metodologia al fine di assegnare, per ciascun indicatore, i valori indice più appropriati. La legenda CORINE è qui di seguito schematizzata:

L E G E N D A   C O R I N E
1.TERRITORI ARTIFICIALI
 1.1Aree urbane
 1.1.1Tessuto urbano continuo
 1.1.2Tessuto urbano discontinuo
 1.2Zone industriali o commerciali e reti di comunicazione
 1.2.1Zone industriali o commerciali
 1.2.2Reti stradali e ferroviarie e spazi associati
 1.2.3Aree portuali
 1.2.4Aeroporti
 1.3Aree estrattive, discariche e cantieri
 1.3.1Aree estrattive
 1.3.2Discariche
 1.3.3Cantieri
 1.4Spazi verdi artificiali non agricoli
 1.4.1Aree verdi urbane
 1.4.2Aree sportive e ricreative
2.TERRITORI AGRICOLI
 2.1Seminativi
 2.1.1Seminativi in aree non irrigue
 2.1.2Seminativi in aree irrigue
 2.1.3Risaie
 2.2Colture permanenti
 2.2.1Vigneti
 2.2.2Frutteti e frutti minori
 2.2.3Oliveti
 2.3Prati stabili
 2.3.1Prati
 2.4Zone agricole eterogenee
 2.4.1Colture annuali associate a colture permanenti
 2.4.2Sistemi colturali e particellari complessi
 2.4.3Aree principalmente occupate dall'agricoltura, con presenza di vegetazione naturale
 2.4.4Aree agroforestali
3.TERRITORI BOSCATI E AMBIENTI SEMINATURALI
 3.1Zone boscate
 3.1.1Boschi di latifoglie
 3.1.2Boschi di conifere
 3.1.3Boschi misti
 3.2Zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erbacea
 3.2.1Praterie e pascoli naturali
 3.2.2Brughiere e cespuglietti
 3.2.3Aree a vegetazione sclerofilla
 3.2.4Aree a vegetazione boschiva e arbustiva in mutazione
 3.3Spazi aperti senza o con poca vegetazione
 3.3.1Spiagge, dune e sabbie
 3.3.2Rocce nude
 3.3.3Aree con vegetazione rada
 3.3.4Aree incendiate
 3.3.5Ghiacciai e nevi perenni
4.ZONE UMIDE
 4.1Zone umide interne
 4.1.1Paludi interne
 4.1.2Torbiere
 4.2Zone umide marittime
 4.2.1Paludi salmastre
 4.2.2Saline
 4.2.3Zone intertidali
5.CORPI IDRICI
 5.1Acque continentali
 5.1.1Corsi d'acqua, canali e idrovie
 5.1.2Bacini d'acqua
 5.2Acque marittime
 5.2.1Lagune
 5.2.2Estuari
 5.2.3Mari e oceani

Le classi di uso del suolo presenti nella legenda CORINE, ma non presenti esplicitamente nelle dodici classi utilizzate dalla metodologia ESAs, sono state di volta in volta analizzate a seconda dell'indicatore considerato, e inserite in una determinata classe di rischio (o di sensibilità) alla desertificazione. Le classi CORINE 2.4.2 ("Sistemi colturali e particellari complessi"), 2.4.3 ("Aree principalmente occupate dall'agricoltura, con presenza di vegetazione naturale") e 2.4.4 ("Aree agroforestali"), per citare gli esempi più eclatanti, sono classi che, a causa della loro eterogeneità, devono essere "interpretate" prima di poter essere inserite in una determinata classe di uso del suolo ESAs. Per questi casi si è fatto ricorso a un controllo incrociato con la carta di Uso del Suolo CASI-3 dell'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) in scala 1:70.000, molto più dettagliata nella suddivisione in classi di uso per quanto riguarda le aree agricole. Inoltre, in alcuni casi sono stati effettuati rilievi in campo per avvalorare le scelte metodologiche e cartografiche.
Nei paragrafi seguenti verranno descritti gli indicatori utilizzati per definire l'Indice di Qualità della Vegetazione e i tipi vegetazionali della classificazione CORINE corrispondenti. Verranno inoltre esposte le scelte effettuate per eventuali classi di incerta collocazione.
Gli indicatori chiave del rischio di desertificazione in relazione all'uso del suolo e alla copertura vegetale presente, sia di origine naturale che agricola, sono: a) il rischio d'incendio e la capacità di recupero, b) la protezione dall'erosione, c) la resistenza alla siccità e d) la percentuale di terreno coperto dalla vegetazione.
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